La famiglia Adorno
E' il nome della famiglia, originaria della borgata di Adorno, situata nei pressi di Taggia sulla riviera di Ponente. Un'antica leggenda, riportata da Amedeo Pescio nel suo volume “I nomi delle strade di Genova", narra che nel XII secolo una torba di tedeschi lasciò il proprio paese per recarsi in pellegrinaggio in Terra Santa. Giunti che furono nella città di Genova, attesero a lungo che si rinnovasse il miracolo di Mosè nel passaggio del Mar Rosso, onde poter proseguire per via mare il loro viaggio. Perduta alfine ogni speranza decisero di rimpatriare ma, una parte di essi rimase in Genova e tra questi vi sarebbe stato un giovane di nobile stirpe che la leggenda indica come il capostipite degli Adomo. In realtà la famiglia si stabilì in Genova nel 1186 ma, come si è detto, proveniente dalla riviera, ed in breve divenne proprietaria di diverse abitazioni lungo la valle di Pasturezza, detta poi Vallechiara, che si estendeva dalle alture a ponente di Castelletto fino alla zona di Fossatello, tra le chiese di S. Marcellino e di S. Pancrazio. Di origine popolare, gli Adorno presero parte attiva alla vita pubblica genovese schierandosi ovviamente nella fazione ghibellina a cui appartenevano pure i Guarco, i Fregoso ed i Montaldo e, come questi, chiamati “Cappellacci”, ossia capi di fazione popolare. Con la rivoluzione del 1339 essi portarono al dogato Simone Boccanegra e da allora acquistarono una tale potenza da dominare per quasi due secoli, con continue sanguinose lotte, la vita politica della Repubblica. In questo periodo la famiglia Adorno diede ben sette dogi alla Repubblica.
Il primo fu Gabriele che successe nel 1363 a Simone Boccanegra e che combatté a lungo contro quei nobili che, aiutati dai Visconti, infestavano dalle montagne il territorio della Repubblica. Deposto nel 1370, morì nel 1383.
Nel 1378, Antoniotto I fu doge ma, per poche ore, poichè venne immediatamente deposto. Riuscì a farsi eleggere nuovamente nel 1384 ma, fieramente osteggiato e combattuto dai Guarco, dai Fregoso e dai Montaldo, fu costretto più volte a fuggire; nondimeno, da uomo astuto ed ambizioso, violento e privo di scrupoli riuscì a riconquistare il potere facendosi rieleggere nel 1391 e nel '94, rimanendo in carica fino al '97; morì di peste l'anno seguente. Durante il suo dogato aiutò Urbano VI contro Carlo III re di Napoli e lo liberò dall'assedio di Nocera trasportandolo poi a Genova ove fu accolto solennemente. Organizzò pure una vittoriosa spedizione contro Tunisi ove si erano annidati i pirati barbareschi. Nel 1396, nel vano proposito di porre termine alle lotte intestine, riuscì a convincere i genovesi ad accettare la protezione di Carlo VI di Francia.
Giorgio, fratello di Antoniotto venne eletto nel 1413 e durante il suo dogato apportò importanti riforme alla Costituzione della Repubblica. Al contrario del fratello, fu uomo saggio e pacifico, vanamente si adoperò al fine di placare gli odi ed i rancori con le famiglie rivali finchè esasperato ed amareggiato dell'irrigidimento delle loro posizioni, preferì rinunciare alla carica.
Raffaele, figlio di Giorgio, studioso e letterato, dovette prendere le armi per lottare contro la cupidigia di Alfonso d'Aragona e contro Giovanni Antonino Fieschi che, in alleanza con il duca di Milano Filippo Maria Visconti, minacciava lo Stato della Repubblica. Assecondato dalla intelligente moglie, Volantina Giustiniani, protesse e munificò valenti letterati.
Nel 1447, Barnaba si impadronì con le armi del dogato ma fu deposto poco tempo dopo. Nel 1461, reduce dall'esilio, fu eletto Prospero (nella foto un suo ritratto) ma, in seguito a discordie sorte con l'arcivescovo Paolo Fregoso, dovette nuovamente fuggire. Caduto prigioniero dei Visconti, venne successivamente liberato da Gian Galeazzo Sforza, dopo l'improvviso mutamento politico di qest'ultimo, dal quale fu nominato Governatore di Genova. In seguito, stretta alleanza con Ferdinando I di Napoli riuscì a liberarsi degli Sforza vincendoli nel 1478, ma, osteggiato ancora dai Fregoso, fu costretto nuovamente a fuggire a Napoli dove morì nel 1486.
Antoniotto II si prese la rivincita sui Fregoso, facendoli cacciare da Genova dopo essersi alleato con i francesi ed i Fieschi, si fece poi nominare Vicario del re di Francia. Abbandonato in seguito dai francesi, strinse alleanza con gli spagnoli; fu eletto doge nel 1522, dopo la sconfitta dei francesi alla Bicocca. In quellostesso anno fece distruggere il porto di Savona per punire quella città che di si era ribellata a Genova. Rimase in carica fino al 1527, anno in cui, deposto da Andrea Doria, fuggì a Milano ove morì nel 1530. Con lui ha termine la potenza politica degli Adorno su Genova. Nel 1528 la famiglia venne ascritta nel libro d'oro della nobiltà e quindi aggregata all'Albergo Pinelli.
Fra gli altri personaggi della famiglia si ricordano: Agostino, che rivestì la carica di generale, al servizio degli Sforza si distinse validamente nella battaglia contro francesi ed aragonesi, alleati contro Genova. Gerolamo, affascinato dalle imprese di Marco Polo e da quelle contemporanee a lui di Colombo, compì lunghi viaggi in Oriente, sul finire del secolo XV, spingendosi fino al meridione ed al sud est asiatico, in compagnia di Girolamo da Santo Stefano. Francesco, teologo e predicatore, fu tra i primi gesuiti, molto caro a San Carlo Borromeo del quale fu confessore. Fu infaticabile missionario in Africa, Di lui si ricordano: una Epistola (1571) in cui si racconta la vicenda della Sacra Sindone ed in qual modo divenne di proprietà di Casa Savoia; e il "De Ecclesiastica Disciplina". Morì nel 1586. Il Venerabile Agostino fu il fondatore dell'Ordine dei Chierici Regolari Minori. Un ramo degli Adorno, nel XIV secolo, si trasferì in Spagna ed un altro a Bruges, per ragioni commerciali. La famiglia godeva di numerose proprietà in Liguria e fuori tra cui i feudi di Rossiglione, Ovada, Castelletto d'Orba e Serravalle. Nel 1634, con la morte di Bernabò Cesare si estinse il ramo ducale della famiglia per cui beni e titoli passarono al ramo cadetto dei Botta Adorno di Milano.
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25/03/2008
italiano familia adorno
1ª adorno do ano 1363 (familia antiga)
origem dos dados abaixo wikipédia italia
Dogi eletti con carica "a vita" [modifica]
dal 1339 al 1396 [modifica]
Simone Boccanegra: 23 settembre 1339 - 23 dicembre 1344 (è il primo doge)
Giovanni da Murta: 25 dicembre 1344 - 6 gennaio 1350
Giovanni Valente: 9 gennaio 1350 - 8 ottobre 1353
Signoria Viscontea: 9 ottobre 1353 - 14 novembre 1356(?)
9 ottobre 1353 - 1355: dedizione a Giovanni Visconti, arcivescovo e signore di Milano (muore nel 1355)
9 ottobre 1353 - 1355: Guglielmo Pallavicino è governatore per Giovanni Visconti
1355 - 14 novembre 1356(?): Matteo, Bernabò e Galeazzo Visconti succedono allo zio Giovanni Visconti, deceduto
1355 - 14 novembre 1356(?): Gaspare Visconti è governatore per i Signori di Milano
Simone Boccanegra (seconda volta): 15 novembre 1356 - 3 marzo 1363 (muore in carica: avvelenato?)
Gabriele Adorno: 14 marzo(?) 1363 - 13 agosto 1370
Domenico di Campofregoso: 13 agosto 1370 - 17 giugno 1378
Antoniotto Adorno 17 giugno 1378 (rinuncia al dogato la sera stessa della nomina)
Nicolò Guarco: 17 giugno 1378 - 7 aprile 1383
Federico Pagana: 7 aprile 1383 (è deposto nello stesso giorno)
Leonardo Montaldo: 7 aprile 1383 - 14 giugno 1384 (muore in carica)
Antoniotto Adorno (seconda volta): 15 giugno 1384 - 3 agosto 1390
Giacomo Campofregoso: 3 agosto 1390 - 6 aprile 1391
Antoniotto Adorno (terza volta): 6 aprile 1391 - 16 giugno 1392
Antoniotto di Montaldo: 16 giugno 1392 - 15 luglio 1393
Pietro Campofregoso: 15 luglio 1393 (cede il potere nel giorno stesso)
Clemente di Promontorio: 15 luglio 1393 - 16 luglio 1393
Francesco Giustiniano di Garibaldo: 16 luglio 1393 - 30 agosto 1393
Antoniotto di Montaldo (seconda volta): 30 agosto 1393 - 24 maggio 1394
Nicolò Zoagli: 24 maggio 1394 - 17 agosto 1394
Antonio Guarco: 17 agosto 1394 - 3 settembre 1394
Antoniotto Adorno (quarta volta): 3 settembre 1394 - 27 novembre 1396
dal 1396 al 1450 [modifica]
Dedizione a Carlo VI, re di Francia: 27 novembre 1396 - 3 settembre 1409
27 novembre 1396 - 18 marzo 1397: Antoniotto Adorno, governatore
18 marzo 1397 - agosto 1397: Valerando di Lucemburgo, conte di Ligny, governatore
agosto 1397 - 21 settembre 1398: Borleo di Lucemburgo, zio di Valerando, luogotenente
agosto 1397 - 18 luglio 1398: Pietro Fresnel, vescovo di Meaux, luogotenente
21 settembre 1398 - gennaio 1400: Collardo di Callevilla, governatore
17 gennaio 1400 - 21 marzo 1400: Battista Boccanegra, governatore non riconosciuto dal re
26 marzo 1400 - 22 settembre 1401: Battista de Franchi-Luxardo, governatore non riconosciuto dal re
22 settembre(?) 1401 - 30 ottobre 1401: Rinaldo d'Olivar, luogotenente
31 ottobre 1401 - 3 settembre 1409: Giovanni Lemeingre, detto Boucicaut, governatore
1406: Gilberto Faiette, luogotenente
1406(?) - 1409: Ugo Cholet, luogotenente
6 settembre 1409 - 21 marzo 1413: Marchese Teodoro II del Monferrato, capitano di Genova
Governo degli otto Rettori: 21 marzo 1413 - 27 marzo 1413
Giorgio Adorno: 27 marzo 1413 - 23 marzo 1415
Governo di due priori: 23 marzo 1415 - 29 marzo 1415
Barnaba di Goano: 29 marzo 1415 - 3 luglio 1415
Tommaso di Campofregoso: 4 luglio 1415 - 23 novembre 1421
Dedizione a Filippo Maria Visconti, duca di Milano: 24 novembre 1421 - 25 dicembre 1435
25 dicembre 1421 - 17 gennaio 1422: Francesco Bussone, conte di Carmagnola, capitano, prende possesso
17 gennaio(?) 1422 - 31 marzo 1422: Urbano di Sant'Alosio, governatore
31 marzo 1422 - 5 dicembre 1422: rettorato dei quattro Rettori inviati dal duca
5 dicembre 1422 - 15 novembre 1424: Francesco Bussone, conte di Carmagnola, governatore
15 novembre 1424 - fine febbraio 1428: Giacomo degli Isolani, cardinale, governatore
3 marzo 1428 - agosto 1432: Bartolomeo Capra, arcivescovo di Milano, governatore
1432 - (?): Oldrado di Lampugnano, luogotenente
1434(?) - 25 dicembre 1435: Oppizino di Alzate, commissario (governa di fatto malgrado il governatore presente; viene poi ucciso)
1432(?): Francesco Barbavara, commissario (è presente col Lampugnano e con l'Alzate)
25 dicembre 1435: Erasmo Trivulzio, governatore (il governatorato cessa il giorno stesso)
Governo di otto Capitani di Libertà: 27 dicembre 1435 - 28 marzo 1436
Isnardo Guarco, nipote di Nicolò: 28 marzo 1436 - 3 aprile 1436
Tommaso di Campofregoso (seconda volta): 3 aprile 1436 - 24 marzo 1437
Battista di Campofregoso, fratello di Tommaso: 24 marzo 1437 (cessa da doge il giorno stesso)
Tommaso di Campofregoso (terza volta): 24 marzo 1437 - 18 dicembre 1442
Governo di otto Capitani di Libertà: 19 dicembre 1442 - 28 gennaio 1443
Raffaele Adorno, nipote di Antoniotto: 28 gennaio 1443 - 4 gennaio 1447
Barnaba Adorno: 4 gennaio 1447 - 30 gennaio 1447
Giano di Campofregoso: 30 gennaio 1447 - 16 dicembre 1448 (muore in carica)
Lodovico di Campofregoso, fratello di Giano: 16 dicembre 1448 - dopo il 4 settembre 1450
dal 1450 al 1499 [modifica]
Pietro di Campofregoso, nipote di Tommaso: 8 settembre 1450 - gennaio 1458
Dedizione a Carlo VII, re di Francia: 9 marzo 1458 - 9 marzo 1461
11 marzo 1458 - 11 settembre(?) 1459: Duca Giovanni di Calabria, figlio di Renato d'Angiò, governatore
11 settembre(?) 1459 - 9 marzo 1461: Ludovico la Vallée, governatore
Governo di otto Capitani degli artefici: 9 marzo 1461 - 12 marzo 1461
Prospero Adorno: 12 marzo 1461 - 17 luglio 1461 (fugge da Genova)
Spinetta di Campofregoso: 18 luglio 1461 - 20 luglio(?) 1461
Lodovico di Campofregoso (seconda volta): 25 luglio 1461 - 14 maggio 1462
Paolo di Campofregoso, arcivescovo di Genova: 14 maggio 1462 - 31 maggio 1462
Governo di quattro Capitani artefici: 31 maggio 1462 - 8 giugno 1462
Lodovico di Campofregoso (terza volta): 8 giugno 1462 - gennaio 1463
Paolo di Campofregoso (seconda volta): 8 gennaio 1463 - aprile 1464
Signoria Sforzesca: 13 aprile 1464 - 15 marzo 1477
13 aprile 1464 - 8 marzo 1466: Dedizione a Francesco I Sforza, duca di Milano (che muore l'8 marzo 1466)
16 aprile 1464 - 18 settembre(?) 1464: Gaspare di Vimercate, governatore
28 settembre 1464 - 13 maggio 1466: Corrado di Fogliano, governatore
8 marzo 1466 - 26 dicembre 1476: Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, signore di Genova (muore il 26 dicembre 1476)
maggio 1466 - agosto(?) 1466: Baldassarre della Corte, vicario
1 settembre 1466 - 29 settembre 1468: Sagramoro Menclozzo, visconte, governatore
7 ottobre 1468 - 22 agosto 1470: Corrado di Fogliano, governatore (seconda volta)
23 agosto 1470 - dopo il 17 dicembre 1470: Giacomo Bovarello, vicario
3 gennaio 1471 - 1 luglio 1473: Giovanni Pallavicino, marchese di Scipione, governatore
7 luglio 1473 - 19 ottobre 1475: Guido Visconte, governatore
ottobre 1475 - 4 febbraio 1477: Gian Francesco Pallavicino, marchese di Scipione, nipote di Giovanni, governatore
26 dicembre 1476 - 15 marzo 1477: Gian Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, (tutela di Bona), signore di Genova
Governo di Ibleto Fieschi, capitano, e degli otto Difensori della Patria: 20 marzo 1477 - 28 aprile 1477
Signoria Sforzesca (seconda volta): 30 aprile 1477 - 7 luglio 1478
30 aprile 1477 - 7 luglio 1478: Gian Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, signore di Genova per la seconda volta
1478: Gian Galeazzo fa omaggio per Genova a Luigi XI di Francia, per procura (della sua madre nelle mani di Philippe de Commines)
30 aprile 1477 - 1478: Prospero Adorno, governatore
1478: Branda da Castiglione, vescovo di Como (non ha tempo di governare e si rifugia nel Castelletto)
1478: Prospero Adorno, prima governatore con otto Pacificatori e poi governatore con dodici Capitani: prima del 7 luglio 1478 - 23 ottobre 1478
Prospero Adorno e Lodovico di Campofregoso, governatori con gli stessi dodici Capitani: 23 ottobre 1478 - 25 novembre 1478
Battista di Campofregoso: 26 novembre 1478 - 25 novembre 1483
Paolo di Campofregoso, cardinale, (terza volta): 25 novembre 1483 - 6 gennaio 1488
Signoria Sforzesca (terza volta): 6 gennaio 1488 - 7 agosto 1488
6 gennaio 1488 - 7 agosto 1488: Gian Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, signore di Genova per la terza volta (tutela di Ludovico il Moro)
6 gennaio(?) 1488 - 7 agosto 1488: Paolo di Campofregoso, arcivescovo e cardinale, governatore
Governo di dodici cittadini, sotto il nome di Capitani e poi di Riformatori della Repubblica: 7 agosto 1488 - 13 settembre 1488
Signoria Sforzesca (quarta volta): 13 settembre 1488 - 26 ottobre 1499
13 settembre 1488 - 20 ottobre 1494: Gian Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, signore di Genova per la quarta volta (sotto la tutela di Ludovico il Moro, Gian Galeazzo muore il 20 ottobre 1494)
13 settembre 1488 - 26 ottobre 1499: Agostino Adorno, governatore
20 ottobre 1494 - 26 ottobre 1499: Ludovico Maria Sforza, duca di Milano, signore di Genova
1494(?) - 26 ottobre 1499: Corrado Stanga, commissario
dal 1499 al 1528 [modifica]
Dedizione a Lodovico XII, re di Francia: 26 ottobre 1499 - 10 aprile 1507
26 ottobre 1499 - 3 novembre 1499: Scipione Barbavara, governatore
4 novembre 1499 - 25 ottobre 1506: Filippo di Cleves, signore di Ravenstein, governatore
prima del giugno 1506 - 12 marzo 1507: Filippo Roccabertin, luogotenente
Paolo da Novi: 10 aprile 1507 - 27 aprile 1507, primo "Doge del popolo"
Dedizione a Lodovico XII, re di Francia (seconda volta): 29 aprile 1507 - 29 giugno 1512
maggio 1507 - ottobre 1508: Rodolfo di Lanoy, governatore
ottobre 1508 - 20 giugno 1512: Francesco di Rochechouard, signore di Champdenier, governatore
Giano di Campofregoso: 29 giugno 1512 - 25 maggio 1513
Dedizione a Lodovico XII, re di Francia (terza volta): 25 maggio 1513 - 20 giugno 1513: Antoniotto Adorno, governatore
Ottaviano di Campofregoso: 20 giugno 1513 - 7 settembre 1515
Dedizione a Francesco I, re di Francia: 20 novembre 1515 - 31 maggio 1522: Ottaviano di Campofregoso, governatore
Antoniotto II Adorno: (ultimo doge a vita) 31 maggio 1522 - primi di agosto del 1527
Dedizione a Francesco I, re di Francia (seconda volta): dai primi di agosto 1527 al 12 settembre 1528
Teodoro Trivulzio, governatore dai primi di agosto del 1527 al 11 ottobre 1528; sarà affiancato dal
Governo dei dodici Riformatori di Libertà: dalla metà di settembre del 1528 all'11 ottobre 1528
Dogi eletti con carica biennale [modifica]
(n.b.: alcuni periodi dei diversi dogati sono sovrapposti: ciò è dovuto al fatto che un doge poteva venire eletto in concomitanza con gli ultimi giorni del mandato del suo predecessore)
dal 1528 al 1599 [modifica]
Oberto Cattaneo Lazzari: 12 ottobre 1528 - 4 gennaio 1530
Battista Spinola: 4 gennaio 1531 - 4 gennaio 1533
Battista Lomellini: 4 gennaio 1533 - 4 gennaio 1535
Cristoforo Rosso Grimaldi: 4 gennaio 1535 - 4 gennaio 1537
Giovanni Battista Doria: 4 gennaio 1537 - 4 gennaio 1539
Giannandrea Lungo Giustiniani: 4 gennaio 1539 - 4 gennaio 1541
Leonardo Cattaneo della Volta: 4 gennaio 1541 - 4 gennaio 1543
Andrea Centurione Pietrasanta: 4 gennaio 1543 - 4 gennaio 1545
Giovanni Battista De Fornari: 4 gennaio 1545 - 4 gennaio 1547
Benedetto Gentile Pevere: 4 gennaio 1547 - 4 gennaio 1549
Gaspare Grimaldi Bracelli: 4 gennaio 1549 - 4 gennaio 1551
Luca Spinola: 4 gennaio 1551 - 4 gennaio 1553
Giacomo Promontorio: 4 gennaio]] [[1553 - 4 gennaio 1555
Agostino Pinello Ardimenti: 4 gennaio 1555 - 4 gennaio 1557
Pietro Giovanni Chiavica Cibo: 4 gennaio 1557 - 3 dicembre 1558 (muore in carica)
Girolamo Vivaldi: 4 gennaio 1559 - 4 gennaio 1561
Paolo Battista Giudice Calvi: 4 gennaio 1561 - 27 settembre 1561 (muore in carica)
Battista Cicala Zoaglio: 4 ottobre 1561 - 4 ottobre 1563
Giovanni Battista Lercari: 7 ottobre 1563 - 7 ottobre 1565
Odorico Ottavio Gentile: 11 ottobre 1565 - 11 ottobre 1567
Simone Spinola: 15 ottobre 1567 - 3 ottobre 1569
Paolo Giustiniani Moneglia: 6 ottobre 1569 - 6 ottobre 1571
Gianotto Lomellini: 10 ottobre 1571 - 10 ottobre 1573
Giacomo Durazzo Grimaldi: 16 ottobre 1573 - 17 ottobre 1575
Prospero Centurione Fattinanti: 17 ottobre 1575 - 17 ottobre 1577
Giovanni Battista Gentile Pignolo: 19 ottobre 1577 - 19 ottobre 1579
Nicolò Doria: 20 ottobre 1579 - 20 ottobre 1581
Gerolamo De Franchi Toso: 21 ottobre 1581 - 21 ottobre 1583
Gerolamo Chiavari: 4 novembre 1583 - 4 novembre 1585
Ambrogio Di Negro: 8 novembre 1585 - 13 novembre 1587
Davide Vacca (o Vaccari): 14 novembre 1587 - 14 novembre 1589
Battista Negrone: 20 novembre 1589 - 15 novembre 1591
Gio. Agostino Campi Giustiniani: 27 novembre 1591 - 26 novembre 1593
Antonio Cebà Grimaldi: 27 novembre 1593 - 26 novembre 1595
Matteo Senarega: 5 dicembre 1595 - 4 dicembre 1597
Lazzaro Cebà Grimaldi: 7 dicembre 1597 - 15 febbraio 1599
dal 1599 al 1650 [modifica]
Lorenzo Sauli: 22 febbraio 1599 - 21 febbraio 1601
Agostino Doria: 24 febbraio 1601 - 25 febbraio 1603
Pietro (Sacco) De Franchi: 26 febbraio 1603 - 27 febbraio 1605
Luca (De Castro) Grimaldi: 1 marzo 1605 - 2 marzo 1607
Silvestro Invrea: 3 marzo 1607 - 17 marzo 1607
Gerolamo Assereto: 22 marzo 1607 - 23 marzo 1609
Agostino Luciani Pinello: 1 aprile 1609 - 2 aprile 1611
Alessandro Longo Giustiniani: 6 aprile 1611 - 6 aprile 1613
Tomaso Spinola: 21 aprile 1613 - 21 aprile 1615
Bernardo Clavarezza: 25 aprile 1615 - 25 aprile 1617
Giovanni Giacomo (Tartaro) Imperiale: 25 aprile 1617 - 29 aprile 1619
Pietro Durazzo: 2 maggio 1619 - 2 maggio 1621
Ambrogio Doria: 4 maggio 1621 - 12 giugno 1621 (muore in carica)
Giorgio Centurione: 22 giugno 1621 - 22 giugno 1623
Federico De Franchi: 25 giugno 1623 - 16 giugno 1625
Giacomo Lomellini: 16 giugno 1625 - 25 giugno 1627
Giovanni Luca Chiavari: 28 giugno 1627 - 28 giugno 1629
Andrea Spinola: 26 giugno 1629 - 26 giugno 1631
Leonardo Della Torre: 30 giugno 1631 - 30 giugno 1633
Giovanni Stefano Doria: 5 luglio 1633 - 5 luglio 1635
Gio. Francesco Brignole Sale: 11 luglio 1635 - 11 luglio 1637
Agostino Pallavicini: 13 luglio 1637 - 13 luglio 1639
Giovanni Battista Durazzo: 28 luglio 1639 - 28 luglio 1641
Giovanni Agostino De Marini: 14 agosto 1641 - 19 giugno 1642 (muore in carica)
Giovanni Battista Lercari:4 luglio 1642 - 4 luglio 1644
Luca Giustiniani: 21 luglio 1644 - 21 luglio 1646
Giovanni Battista Lomellini: 24 luglio 1646 - 24 luglio 1648
Giacomo (Toso) De Franchi: 1 agosto 1648 - 1 agosto 1650
dal 1650 al 1699 [modifica]
Agostino Centurione: 23 agosto 1650 - 23 agosto 1652
Gerolamo De Franchi: 8 settembre 1652 - 8 settembre 1654
Alessandro Spinola: 9 ottobre 1654 - 9 ottobre 1656
Giulio Sauli: 12 ottobre 1656 - 12 ottobre 1658
Giovani Battista Centurione: 15 ottobre 1658 - 15 ottobre 1660
Gian Bernardo Frugoni: 28 ottobre 1660 - 22 marzo 1661 (muore in carica)
Antoniotto Invrea: 28 marzo 1661 - 29 marzo 1663
Stefano De Mari: 13 aprile 1663 - 12 aprile 1665
Cesare Durazzo: 18 aprile 1665 - 18 aprile 1667
Cesare Gentile: 10 maggio 1667 - 10 maggio 1669
Francesco Garbarino: 18 giugno 1669 - 18 giugno 1671
Alessandro Grimaldi: 27 giugno 1671 - 27 giugno 1673
Agostino Saluzzo: 5 luglio 1673 - 4 luglio 1675
Antonio Da Passano: 11 luglio 1675 - 11 luglio 1677
Giannettino Odone : 16 luglio 1677 - 16 luglio 1679
Agostino Spinola: 29 luglio 1679 - 29 luglio 1681
Luca Maria Invrea: 13 agosto 1681 - 13 agosto 1683
Francesco Maria Lercari Imperiale: 18 agosto 1683 - 18 agosto 1685
Pietro Durazzo: 23 agosto 1685 - 23 agosto 1687
Luca Spinola: 27 agosto 1687 - 27 agosto 1689
Oberto Della Torre: 31 agosto 1689 - 1 settembre 1691
Giovanni Battista Cattaneo: 4 settembre 1691 - 5 settembre 1693
Francesco Invrea: 9 settembre 1693 - 9 settembre 1695
Bendinelli Negrone: 16 settembre 1695 - 16 settembre 1697
Francesco Maria Sauli: 19 settembre 1697 - 26 maggio 1699 (muore in carica)
dal 1699 al 1750 [modifica]
Girolamo De Mari: 3 giugno 1699 - 3 giugno 1701
Federico De Franchi: 7 giugno 1701 - 7 giugno 1703
Antonio Cebà Grimaldi: 1 agosto 1703 - 1 agosto 1705
Stefano Onorato Ferreti: 22 agosto 1705 - 22 agosto 1707
Domenico Maria De Mari: 9 settembre 1707 - 9 settembre 1709
Vincenzo Durazzo: 14 settembre 1709 - 14 settembre 1711
Francesco Maria Imperiale: 22 settembre 1711 - 22 settembre 1713
Giovanni Antonio Giustiniani: 22 settembre 1713 - 22 settembre 1715
Lorenzo Centurione: 26 settembre 1715 - 26 settembre 1717
Benedetto Viale: 30 settembre 1717 - 30 settembre 1719
Ambrogio Imperiale: 4 ottobre 1719 - 4 ottobre 1721
Cesare De Franchi: 8 ottobre 1721 - 8 ottobre 1723
Domenico Negrone: 13 ottobre 1723 - 13 ottobre 1725
Gerolamo Veneroso: 18 gennaio 1726 - 18 gennaio 1728
Luca Grimaldi: 22 gennaio 1728 - 22 gennaio 1730
Francesco Maria Balbi: 20 gennaio 1730 - 20 gennaio 1732
Domenico Maria Spinola: 29 gennaio 1732 - 29 gennaio 1734
Stefano Durazzo: 3 febbraio 1734 - 3 febbraio 1736
Nicolò Cattaneo: 7 febbraio 1736 - 7 febbraio 1738
Costantini Balbi: 7 febbraio 1738 - 7 febbraio 1740
Nicolò Spinola: 16 febbraio 1740 - 16 febbraio 1742
Domenico Canevaro: 20 febbraio 1742 - 20 febbraio 1744
Lorenzo De Mari: 1 febbraio 1744 - 1 febbraio 1746
Gian Francesco Brignole Sale II: 3 marzo 1746 - 3 marzo 1748
Cesare Cattaneo Della Volta: 6 marzo 1748 - 6 marzo 1750
dal 1750 al 1797 [modifica]
Agostino Viale: 10 marzo 1750 - 10 marzo 1752
Stefano Lomellini: 28 marzo 1752 - 7 giugno 1752 (abdica)
Giovanni Battista Grimaldi: 7 giugno 1752 - 7 giugno 1754
Gian Giacomo Veneroso: 23 giugno 1754 - 23 giugno 1756
Giovanni Giacomo Grimaldi: 22 giugno 1756 - 22 giugno 1758
Matteo Franzoni: 22 agosto 1758 - 22 agosto 1760
Agostino Lomellini: 22 settembre 1760 - 10 settembre 1762
Rodolfo Giulio Brignole Sale: 25 novembre 1762 - 25 novembre 1764
Francesco Maria Della Rovere: 29 gennaio 1765 - 29 gennaio 1767
Marcello Durazzo: 3 febbraio 1767 - 3 febbraio 1769
Giovanni Battista Negrone: 16 febbraio 1769 - 16 febbraio 1771
Giovanni Battista Cambiaso: 16 aprile 1771 - 16 aprile 1773
Ferdinando Spinola: 7 gennaio 1773 - 9 gennaio 1773
Pier Franco Grimaldi: 26 gennaio 1773 - 26 gennaio 1775
Brizio Giustiniani: 31 gennaio 1775 - 31 gennaio 1777
Giuseppe Lomellini: 4 febbraio 1777 - 4 febbraio 1779
Giacomo Maria Brignole: 4 marzo 1779 - 4 marzo 1781
Marco Antonio Gentile: 8 marzo 1781 - 8 marzo 1783
Giovanni Battista Ayroli: 6 maggio 1783 - 6 maggio 1785
Gian Varlo Pallavicino: 6 giugno 1785 - 6 giugno 1787
Raffaele De Ferrari: 4 luglio 1787 - 4 luglio 1789
Alerame Maria Pallavicini: 30 luglio 1789 - 30 luglio 1791
Michelangelo Cambiaso: 3 settembre 1791 - 3 settembre 1793
Giuseppe Maria Doria: 16 settembre 1793 - 16 settembre 1795
Giacomo Maria Brignole: 17 novembre 1795 - 17 novembre 1797 (l'ultimo doge, nominato per la seconda volta)
botta adorno italia
Botta Adorno
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Blasone
Stemma degli Adorno
La famiglia Botta Adorno è stata una famiglia nobile di Genova: dopo l'estinzione della famiglia dogale degli Adorno nel 1634, i titoli, i feudi ed il cognome furono ereditati dalla famiglia Botta di Milano. La famiglia Botta è attestata a partire dal 1298, con il capostipite Simone Botta, cittadino di Cremona. I Botta Adorno si estinsero nel 1882.
Adorno [modifica]
Gli Adorno erano stati una famiglia nobile genovese, il cui capostipite viene ritenuto un certo Adorno, nobile di origine tedesca, citato in atti notarili del 1186 e del 1210. La famiglia diede sette dogi alla Repubblica di Genova ed ebbe vasti possedimenti feudali e castelli, con numerosi titoli nobiliari, e venne decorata da diversi titoli cavallereschi. Membri della famiglia rivestirono anche altre cariche nobiliari e militari.
I dogi della famiglia furono:
Gabriele Adorno, doge nel 1363-1370, principe di Chio e vicario imperiale;
Antoniotto Adorno, doge nel 1384-1390, nel 1391-1392 e nel 1394-1396 dopo aver rinunciato nel 1378, e in seguito governatore per conto del re di Francia Carlo VI (1396-1397); fu anche vicario imperiale;
Giorgio Adorno, doge nel 1413-1415, con il quale fu modificata la Costituzione della repubblica genovese;
Raffaele Adorno, nipote di Antoniotto e doge nel 1443–1447;
Barnaba Adorno, doge nel gennaio 1447;
Prospero Adorno, doge nel corso del 1461 e poi fuggito da Genova e governatore per conto degli Sforza di Milano nel 1477-1478
Agostino Adorno, governatore per conto degli Sforza nel 1488-1499;
un secondo Antoniotto Adorno, doge nel 1522-1527.
Il principe Giuliano Adorno fu il marito di santa Caterina nata Fieschi.
Gli Adorno furono tradizionalmente rivali dei Fregoso, un'altra potente famiglia genovese.
Il blasone della famiglia Adorno era d'oro con la banda scaccata di tre file di nero e d'argento.
Botta Adorno
Antoniotto Botta-Adorno
Il membro più conosciuto della famiglia fu il marchese Antoniotto Botta Adorno, coinvolto nelle vicende della rivolta popolare che si scatenò nel quartiere Portoria nel dicembre del 1746 con Giovan Battista Perasso detto "il Balilla".
Alla famiglia appartennero la villa di Torre d'Isola, poi passata ai Cusani Visconti, e il castello della Pietra di Vobbia.
Dei Botta Adorno esistono e sono ancor oggi è visitabile la villa di Torre d'Isola, in provincia di Pavia (successivamente passata in proprietà ai successori Cusani Visconti, Litta Modignani, fino alla famiglia Morelli di Popolo) e il castello della Pietra di Vobbia.
wikipédia familia adorno
Antônio Dias Adorno
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Antônio Dias Adorno foi um bandeirante e explorador português que efetuou diversas expedições pelo sertão, principalmente nas regiões da Bahia, Minas Gerais e Espírito Santo.
Era descendente de uma célebre família genovesa, cuja primeira participação na vida pública se deu em 1321, por Janfranco Adorno, eleito ancião, marcando o início das conquistas populares que fariam o declínio do sistema feudal em 1339, com o governo de Simão Bocanegra, que teria sido sucedido por Gabriel Adorno, primeiro doge da família, por Georgio Adorno, elevado ao trono ducal em 1413, e Antonio Adorno, posto no poder em 1528 pelos Dória.
O seu avô, Paulo Adorno, cristão-novo, veio com os irmãos para o Brasil em 1530, na expedição de Martim Afonso de Sousa, atendendo interesses do rei D. João III (1521-1557), já que dominavam a técnica da cultura e indústria de cana-de-açúcar. Fixaram-se na região de São Vicente e Santos.
Por ter cometido um assassinato em 1533, o avô fugiu para a Bahia e, após se unir a uma filha de Diogo Álvares (o Caramuru), teria filho do nesceu o sertanista Antônio Dias Adorno.
Em 1574, partindo de Salvador por mar, Adorno penetrou no Rio Caravelas e por terra chegou ao vale do Rio Mucuri, alcançando as terras do atual estado de Minas Gerais. Como a sua houve muitas outras entradas e explorações - as de André de Leão, Diogo Martins Cão, Marcos de Azevedo e seu filho, que devem ter atingido o extremo norte da atual Minas Gerais em busca da lendária lagoa de Vupabuçu, mas seus frutos não foram ouro e esmeraldas, mas sim índios para cativar.
Não deve ser confundido com o também bandeirante Antônio Dias de Oliveira cujas origens são paulistas.
familia adorno do brasil 1500 a 2008
Os Adornos da Itália.Matéria publicada no jornal O Estado de São Paulo de 04/01/1954, de autoria dojornalista Francisco IsoldiEntre os séculos XIV e XVI, Os Adornos formavam uma das grandes famílias quecombatiam para possuir o governo da República Italiana, fornecendo muitos doges(chefes eleitos) àquela república. Entre os doges da família Adorno, encontramosGabriel Adorno, Antonioto Adorno, muito ambicioso, que foi doge por quatro vezes.Libertou o papa Urbano VI, assediado por Carlos III, de Nápoles. Contra os Mouros deTunis, liderou uma Cruzada. Afim de proteger a pátria contra a ambição do Duque deMilão, colocou Gênova sob a proteção do Rei da França. Foram ainda doges deGênova, Jorge (1413-1415), Rafael (1442-1447), Barnabé, próspero governador e doge(1461-1478), assim como Antonio II, por duas vezes. A família dos Adornos genoveseslutou especialmente com os Fregosi, numa violente guerra civil. Foram abatidosdefinitivamente por André Dória (1528). Os Adornos então espalharam-se pela Europae muitos passaram a Portugal, adquirindo o nome Sobral. Em São Vicente, com MartimAfonso de Souza, um dos elementos distintíssimos da sociedade portuguesa, começaa verdadeira colonização do Brasil. Junto a Martim Afonso, vieram também notáveisgenoveses, entre os quais 5 irmãos Adornos, que se ligam à primeira fundação colonialdo Brasil. Paulo Dias Adorno Sobral passou pela Bahia, formando o ramo da maisimportante das famílias dali, com Diogo Álvares Correia, o Caramuru. Foi um dosgermes das principais famílias da Capitania e tomou parte na expedição punitiva queMem de Sá organizou contra os ferozes índios do Espírito Santo, que, como se sabe,viviam atacando os europeus. Os Adornos tiveram grandes méritos, como se verificapelos seus benefícios aos Carmelitas. Foram prolíferos e quase sempre morriam muitovelhos. José, dos Adornos, morreu com mais de cem anos, depois de ter impulsionadoa agricultura e a refinação de açúcar. Os Adornos estavam entre os primeiros a iniciaresta esta preciosa atividade, que nos filhos da península itálica continuam até nossosdias, para grandeza de São Paulo".Mais PesquisasArtigo publicado na revista Seleções, em novembro de 1979, de autoria de Ellen Gelg:"Desde que Américo Vespúcio explorou a costa brasileira, a gente italiana vemdesempenhando um papel importante e contínuo na História do Brasil.Os irmãosAdorno são um bom exemplo disso. Vindo para o Brasil na frota de Martim Afonso deSouza (haviam se fixado na Ilha da Madeira depois de deixarem a Itália por motivospolíticos), Antonio, Francisco, José, Paulo e Rafael receberam uma sesmaria nasimediações de São Vicente, em São Paulo, e alí dedicaram-se à cultura canavieira. FoiJosé, patriarca da família, quem instalou o segundo engenho de açúcar no povoado deSantos. Em meados do século XVI sua fortuna já era a maior da colonia. Foi ele quemcomandou a pequena frota que transportou os padres José de Anchieta e Manoel daNóbrega a Iperoig (Ubatuba) em 1563, para consolidar a paz entre os tamoios e osportugueses, além de ter ido com seus irmãos Francisco e Paulo, lutar ao lado deEstácio de Sá contra os franceses, na fundação da cidade do Rio de Janeiro. AntonioAdorno, nomeado por Tomé de Souza, para comandar a fortaleza de Bertioga, tornou-se um dos homens mais ricos de São Vicente e Santos. Paulo Dias Adorno teve quefugir para a Bahia por ter cometido um homicídio em Santos. Casou-se, em 1534, naIgreja da Graça, em Salvador, com a filha de Caramuru, Filipa Alvares - o primeirocasal a matrimoniar-se na Bahia. Tiveram como filho o famoso bandeirante AntonioDias Adorno, que em 1574 percorreu o sertão em busca de minas de esmeraldas, eplantou os primeiros núcleos populacionais no interior de sua capitania. Paulo DiasAdorno, que guerreou contra os indígenas na Bahia, no Espírito Santo e no Rio dejaneiro e acompanhou Estácio de Sá ao Rio de Janeiro (1565 - 1567), deve ter sido oprimeiro italiano a plantar cana de açúcar na Bahia".Os Adornos de JuquiáCom dados extraidos de anotações do falecido Contabilista Luiz de AlmeidaBatista, de Juquiá, e também dos livros de registros da Basílica do Senhor BomJesus, de IguapeDe Giuseppe Adorno Sobral, descendem os Adornos que vieram para o Vale doRibeira. De São Vicente, vieram a ter no Peroupava, em Iguape, onde nasceramJoaquim Adorno Sobral, João Adorno Sobral e o caçula, Antonio Adorno Sobral.Eramfilhos do casal João Alves Adorno Sobral e Clara Maria do Nascimento.Do Peroupava,Joaquim Adorno Sobral foi para Iguape, onde, no dia 11 de fevereiro de 1865, contraiumatrimônio com Henriqueta da Silveira Queirós, filha de Matheus de Souza da Silveirae Maria Lima da Silveira, procedentes da cidade de Lorena. Dona Henriqueta passouentão chamar-se Henriqueta Adorno da Silveira, como era o costume dos italianosantigos, que davam ao nome do meio, maior importância.O casamento foi celebradopelo padre Antonio Carneiro da Silva Braga, conforme registro nos livros da Basílica doSenhor Bom Jesus, em Iguape.A rua Cônego Braga, no centro histórico de Iguape, éuma homenagem a esse sacerdote. Vale lembrar que o "Velho Adorno",lendáriocanoeiro do Peroupava, citado pelo seu bisneto Olympio Vassão, em seu livro "CorridaAtrás do Tempo", era na realidade João Alves Adorno Sobral, pai de Joaquim.Segundotio Olympio, a competência de João Adorno com os remos era tanta, que muita gentesó viajava numa dessas embarcações se fosse ele a dirigi-la.Joaquim Adorno Sobral edona Henriqueta tiveram os filhos João, Henrique, Leopóldo, Maria Antonia(Mariquinha), Januaria, Adelaide e Perpétua .Do Peroupava, acompanhado pelo irmãocaçula Antonio, Joaquim Adorno Sobral subiu o Rio Ribeira e se fixou no local chamadoBraçaem. Pouco tempo depois se transferiu para Guaviruva, permanecendo ali poralguns anos. De Guaviruva, mudou-se para o Sítio Goyantãhoga, abaixo de SeteBarras. Percorrendo o Rio Juquiá, Joaquim Adorno Sobral conheceu um tal de Felipe,que residia no sítio denominado Rabelo, situado a 20 quilômetros da Barra do Juquiá.Pouco tempo depois, Joaquim comprou esse sítio, de extensa área, e ali viveu pormuitos anos, adquirindo posteriormente outro sítio de igual proporções, conhecido pelonome de Sítio Pocinho, que se situava a 13 quilômetros do Sítio Rabelo, rio abaixo.João Adorno Vassão, o filho mais velho de Joaquim, visitou um dia a pequena Vila deSanto Antonio do Juquiá para rever amigos, entre eles Felipe Fernandes, Diogo Martinsda Costa e seu irmão José Manoel Martins, que foi o primeiro Escrivão de Paz daFreguesia de Juquiá. Naquela época já existia em Juquiá uma família de espanhóis denome Sanches. ( Na guerra do Paraguai, era Diogo Martins da Costa quem recebiaordens para para reunir, às vezes "`a laço", os voluntários para serem enviados à frentede batalha). Nesse dia, João Adorno Vassão, que vinha de Sete Barras, conheceuRosalina Martins, filha de Diogo Martins da Costa. Pouco tempo depois estavamcasados (1896). João, depois de casado, abandonou pais e irmãos no Sítio Rabelo, emontou um estabelecimento comercial na Freguesia de Juquiá. Porém, continuoutrabalhando como lavrador. Fazia boa união com os cunhados Diogo Martins Duarte(Diogo Barulho) e Arlindo Martins. Por seu lado, Henrique Adorno Vassão, em visita àFreguesia de Prainha (hoje Miracatú), conheceu Pedrina Leite, com quem se casou,indo morar com o pai no Sítio Rabelo. Por muito tempo João Adorno Vassão viveu nopequeno lugarejo da Freguesia de Juquiá, mas, em 1901, transferiu sua residênciapara o Sítio Mimoso, pouco acima da Barra do Juquiá. Ali ficou vivendo do comércioaté 1904, quando voltou para o Sítio Rabelo, onde viviam os pais e o irmão Henrique.Em 1912, o patriarca Joaquim Adorno Sobral vendeu o Sítio Pocinho para a companhiainglesa que queria construir uma estrada de ferro cortando a região. Após a vendadeste sítio, Joaquim transferiu sua residência para Iguape, ficando os irmãos João eHenrique organizando a firma "Vassão & Irmão", que fornecia mantimentos para osmoradores dos rios Quilombo, Ipiranga, Ribeirão Fundo e margens do Rio Juquiá,acima e abaixo. No ano de 1914, inaugurada a estrada de ferro, João Adorno Vassãoseparou a sociedade com o irmão Henrique e transferiu sua residência novamente paraa Freguesia de Juquiá, então em franco desenvolvimento, ocasionado pela parada finalda linha férrea.Os VassãoQuanto aos motivos que levaram Joaquim Adorno Sobral a "adotar" o sobrenomeVassão, e também Leopoldo a abandonar a família, o segundo é consequência doprimeiro. Certo é que Steve Vassão, o negro americano que herdou as terras e aserraria do ex-patrão e adotou seu sobrenome (Wasson, aportuguesado para Vassão),era muito bom administrador mas carecia de experiência em assuntos jurídicos. Querialegalizar suas terras e encontrou problemas. Embora na América a escravidão tivessesido abolida, aqui no Brasil ainda vigorava, e havia uma certa resistência em se dar aum ex-escravo tanto poder e status. Joaquim então combinou com ele resolver oassunto, em troca de metade das terras, que somavam cerca de treis mil alqueires,ricos em madeira de lei. Quando estava começando o processo de legalização dasterras, nasceu seu primeiro filho, João. Para facilitar as coisas, registrou-o como JoãoAdorno Vassão. Por influência dos costumes italianos da época, Adorno era o nomemais importante da família. O Sobral, nome que seus ancestrais adquiriram na suapassagem por Portugal, foi descartado. Assim, mantinha a perpetuação do nome dafamília, adotando o Vassão como nome de "fantasia", coisa muito comum em suaépoca. . As terras foram então legalizadas em nome do filho João Adorno Vassão.Joaquim então, tendo o usofruto das terras enquanto o filho fosse menor de idade,passou a Steve 1.500 alqueires. Steve, trabalhador que era, enriqueceu e se casouvária vezes. Joaquim fez bom uso do que lhe coube. Tratou de melhorar o patrimônio,vendendo partes das terras e comprando outros sítios melhor localizados, inclusive oRabelo e Pocinhos. Já os inúmeros descendentes do negro Steve, espalhados pelosestados de São Paulo e Minas Gerais, dilapidaram toda a herança, repartindo as terrase vendendo pequenas glebas e lotes. Os outros filhos de Joaquim também receberamo sobrenome Vassão, mas apenas João seria o herdeiro do patrimônio da família.Leopoldo, o terceiro filho, teria então se sentido preterido por não participar dosnegócios da família e desentendeu-se com o pai. Desgostoso e ainda muito jovem,partiu para o Paraná, indo parar na cidade de Castro. Lá, se casou com Márcia Ribas edeixou uma grande descendência. Seu filho mais velho, Clarimundo Ribas Vassão, écitado em um livro que conta a história da cidade de Castro, como um dos fundadoresdo Grêmio Dramático local. Explica-se assim porque, sendo Leopoldo o mais moço dosirmãos, seus descendentes já chegaram à quinta geração, sendo comparativamentemais velhos que os descendentes de João e Henrique. Estes dois se casaram commais idade, enquanto que Leopoldo, talvez sentindo falta de uma família, se casouainda muito jovem. Quanto à Mariquinha, Perpétua, Januária e Adelaide, sendomulheres, não participavam dos negócios da família. Seguiram o destino reservado àsmulheres de sua época; casar e ter muitos filhos. De Eduardo, pouco conseguimossaber. Apenas um filho seu, Benedicto tem seus descendentes em nossa ÁrvoreGenealógica.Álbum de fotos, Árvore Genealógica e maiscuriosidades sobre a Família Vassão, poderão serencontrados no nosso Sitewww.vassao.com
adornos do brasil
Amigos,segue abaixo a origem da familia Adorno no Brasil, somos os primeiros Italianos a migrar para o Brasil,"Fundação de São Vicente 1531".
Atenciosamente,whert adorno...
De linguagem nobre, Paolo, Francesco e Giuseppe Adorno assumiram papel fundamental na história que, mais tarde, seria escrita nos livros. em se tratando de "fazer a América", poucos como eles mostraram tanto empenho.
Giuseppe tornou-se o interlocutor predileto dos jesuítas José de Anchieta e Manuel da Nóbrega. os três perdiam horas falando dos clásicos literários em latim e italiano. A Divina Comédia também foi um grande companheiro de Brás Cubas, Pascoal Fernandes e outros, com os quais participou da fundação da cidade de Santos. Mais tarde também teria presença marcante na fundação do Rio de Janeiro. Homem rico, Giuseppe tornou-se uma das figuras mais abastadas de São Vicente e Santos. Anchieta refere-se a ele várias vezes em suas cartas, destacando, além dos laços de amizade, a grande contribuição do fidalgo como construtor de igrejas, conventos e engenhos de açúcar. Lutou contra os índios e participou da guerra contra Villegagnon, na baía da Guanabara, ajudando a desfazer o sonho dos franceses de implantar a "França Antártica" na nova terra. Giuseppe morreu no Brasil com mais de 100 anos de idade, lúcido, como descreve Frei Gaspar da Madre de Deus, no livro Memórias para a história de São Vicente, de 1797.
como Paolo Adorno, que desposou Felipa Álvares, filha de Diogo Álvares, o legendário Caramuru. Foi o primeiro cruzamento, de que se tem notícia, de sangue italiano com o indígina. Mais tarde tornou-se um dos mais eficientes aliados de Mém de Sá e Estácio de Sá, tendo participado de várias guerras contra os nativos.
O terceiro nobre da família Adorno, Francesco, também teve grande destaque. Construiu um grande engenho de açúcar e nele trabalhou arduamente, até 1572, quando foi para Portugal.
Navegadores, comerciantes, heróis da nova civilização. Alguns tiveram seus nomes registrados pela história. Outros, entretanto, permaneceram no limbo do anonimato eterno. Cada qual, porém, contribuiu como agente social no processo histórico de expansão da cultura ocidental nessa parte do hemisfério.
sobrenome sem nome
Os cognomes, apelidos, sobrenomes ou nomes de família já eram utilizados na antigüidade, os romanos possuíam um sistema próprio de distinguir uma pessoa de outra pelo nome e por outros apostos a ele.Pela historia desse povo, julga-se que este sistema tenha surgido em épocas remotas e que já fosse de uso comum logo após o inicio da expansão do poderio de Roma, os romanos possuíam um sistema pelo qual identificavam no nome do indivíduo qual seu clã de origem, foi a primeira forma de se identificar um grupo familiar em especifico, porem, com a queda do Império Romano em 476 d.C. este sistema virtualmente deixou de existir, caindo em desuso. Na idade média (476-1453) passou, pois, a vigorar tão somente o nome de batismo para designar, distinguir e caracterizar as pessoas. Fala-se em nome de batismo porque, na época da queda do Império Romano Ocidental, a península itálica já era praticamente toda cristã. Por outro lado, os povos invasores foram cristianizados em massa no período que se segue à desagregação do Império. O cristianismo se tornou um elemento aglutinador que aproximou todos estes povos. O estabelecimento de vários povos estrangeiros introduziu uma grande variedade de nomes e palavras que paulatinamente foram sendo latinizadas, salienta-se que os povos estrangeiros não possuíam a tradição da sobrenominização das pessoas, fato este que influiu sistematicamente no abandono de tal costume. O aporte de grande acervo de novos nomes, trazidos pelos povos invasores, principalmente germânicos, o abandono da sistemática latina de individualizar pessoas, a influencia do cristianismo que difundia os nomes de seus mártires e santos criaram uma confusão generalizada. Os nomes se repetiam com freqüência o que tornava difícil distinguir um indivíduo de outro. Surgiu então a necessidade de se estabelecer uma modalidade para se distinguir um cidadão do outro, para tal finalidade foram criadas algumas formulas que auxiliavam em tal distinção. Na verdade, não foram estabelecidas normas baixadas pôr autoridades, mas sim o surgimento de um modo espontâneo na pena do escrivão, no convívio social e na linguagem popular que inventava formas para distinguir os dez ou vinte Johannes (João) que viviam na mesma comunidade.Os primeiros registros do uso de sobrenomes familiares como hoje os conhecemos foram encontrados por volta do século VIII, ou seja após o ano 701 d.C.Na Inglaterra por exemplo, só passaram a ser usados depois de sua conquista pelos normandos, no ano de 1066. Foi só no inicio do renascimento que os cognomes voltaram a ter aceitação geral.No ano de 1563, o Concílio de Trento concretizou a adoção de sobrenomes, ao estabelecer nas igrejas os registros batismais, que exigiam, além do nome de batismo, que teria de ser um nome cristão, de santo ou santa, um sobrenome, ou nome de família.Os locais de nascimento davam origem aos sobrenomes:A maior parte dos sobrenomes que circulam no Brasil é de origem portuguesa e chegou aqui com os colonizadores. Alguns tinham origem geográfica, ou seja, no local em que a pessoa nasceu ou em que morava. Desta forma, Guilherme, nascido ou vindo da cidade portuguesa de Coimbra, passou a ser, como seus parentes, Guilherme Coimbra. Assim, também Varela, Aragão, Cardoso, Araújo, Abreu, Lisboa, Barcelos, Faro, Guimarães, Braga, Valadares, Barbosa e Lamas eram nomes de cidades ou regiões que identificavam os que lá nasceram, passando a funcionar, com o tempo, como sobrenomes.Alguns desses sobrenomes, aliás, não se referem a localidades, mas a simples propriedades rurais onde um determinado tipo de plantação era privilegiado. Por exemplo, os moradores de numa quinta em que se cultivavam oliveiras passaram a ser conhecidos como Oliveira, o mesmo acontecendo com Pereira, Amoreira, Macieira e tantos outros.As alcunhas,ou apelidos davam origem aos sobrenomes:Outra origem de sobrenomes foram as alcunhas, ou apelidos, atribuídos a uma pessoa para identificá-la e que depois se incorporava a seu nome como se dele fizesse parte. É ocaso de Louro, Moreno, Guerreiro, Bravo, Pequeno, Calvo e Severo, por exemplo. Muitos nomes de família se originaram também de nomes de animais, fosse por traços de semelhança física ou de características de temperamento: Lobo, Carneiro, Aranha, Leão e Canário são alguns deles.Os pais davam seu nomes aos filhos:Vários sobrenomes de origem portuguesa/espanhola podem ser classificados como sendo um patronímico, pois tem sua origem no nome próprio do fundador deste tronco familiar. Por exemplo: Nunes é uma forma alternada de Nunez, o qual é o patronímico do nome Nuno.Situação semelhante podemos observar em alguns sobrenomes ingleses quando estes terminam em "son", esta palavra significa "filho". Assim um nome como John Richardson significava, antigamente, simplesmente "João filho de Ricardo" ( John Richard's son ). O mesmo valendo para John Peterson, Peter Johnson, etc.Veja abaixo uma lista com alguns sobrenomes comuns e seu correspondente paterno:• Antunes – origem em “António”• Alves ou Álvares - origem em “Álvaro”• Bernardes - origem em “Bernardo”• Diniz - origem em “Dionísio”• Domingues - origem em “Domingos”• Ferraz - origem em “Ferraci” (latim)• Gonzáles - origem em “Gonzalo” (espanhol)• Gonçalves - origem em “Gonçalo” (português)• Guedes - origem em “Gueda”• Hernandez - origem em “Hernan”• Lopes - origem em “Lopo”• Martinez - origem em “Martin” (espanhol)• Martins - origem em “Martin” ou “Martino” (português)• Mendes - origem em “Mendo” ou “Mem”• Nunes - origem em “Nuno”• Rodrigues – origem em “Rodrigo”• Ruiz - origem em “Rui”• Sanches - origem em “Sancho”• Soares - origem em “Soeiro” ou “Suário”• Teles - origem em “Telo”• Vasquez - origem em “Vasco”Sobrenome dos Cristãos Novos (antigos Judeus Ibéricos)Quando os judeus foram obrigados a adotar a religião católica, desapareceram os Isaac, Jacob, Judas, Salomão, Levi, Abeacar, Benefaçam, etc., e ficaram somente nomes e sobrenomes cristãos. Tomaram nomes vulgares, sem nada que os diferenciasse da maioria dos cristãos velhos, a não ser por vezes a manutenção de algum sobrenome antigo judaico pelo qual o indivíduo era vulgarmente conhecido. Assim aconteceu com Jorge Fernandes Bixorda, Afonso Lopes Sampaio, Henrique Fernandes Abravanel, Duarte Fernandes Palaçano, Duarte Rodrigues Zaboca, etc.É, portanto, falsa a idéia de que os cristãos novos usavam nomes de árvores como Nogueira, Pereira, Pinheiro Carvalho, etc., para distinguir-se. Estes já eram sobrenomes existentes e pertencentes a própria nobreza de épocas anteriores.Nas listas de processados pelo Santo Ofício, por serem judeus ou cristão-novos, encontram-se milhares de nomes e sobrenomes genuinamente portugueses, causando mesmo estranheza que nomes hebraicos raramente sejam mencionados.Analisando essas listas, nota-se que qualquer sobrenome português poderá ter sido, em algum tempo ou lugar, usado por um judeu ou cristão-novo. Não escaparam ao uso sobrenomes bem cristãos, tais como "dos Santos", "de Jesus", "Santiago", etc eram nomes dados às crianças abandonadas em asilos (geralmente eram mosteiros ou conventos). Certos sobrenomes, porém, aparecem com maior freqüência, tais como "Mendes", "Pinheiro", "Cardoso", "Paredes", "Costa", "Pereira", "Henriques", etc. O de maior ncidência, no entanto, foi o "Rodrigues". Alguns documentos ainda mantêm registrados os nome originais dos judeus que, ao serem batizados, assumiram nomes tipicamente portugueses. Eis alguns exemplos: Nome Original Judeu --> Nome Cristão Português • Abraão ...? --> Gonçalo Dias • Abraão Gatel --> Jerônimo Henriques • Benyamim Beneviste --> Duarte Ramires de Leão • Eliézer Toledano --> Manoel Toledano • Isaac Catalan --> Rafael Dias • Isaac Tunes --> Gabriel Velho • Icer ...? --> Grácia Dias • Luna Abravanel --> Leonor Fernandes• Salomão aben Haim --> Luís Álvares • Salomão Coleiria --> Gonçalo Rodrigues • Salomão Molcho --> Diogo Pires • Samuel Samaia --> Pero Francisco • Santo Fidalgo --> Diogo Pires • ...? Arame --> Francisco Martins • ...? Cabanas --> Estevam Godinho • ...? Cohen --> Luis Mendes Caldeirão • ...? Gatel --> Francisco PiresAssim sendo, é falaciosa a afirmação por parte dos sites e instituições judaicas que tentam, de toda e qualquer maneira, aludir nomes portugueses e espanhóis à ascendência judaica (cristão novo, marrano), sendo que foram os judeus que, devido as necessidade e imposições da época, tomaram posse dos sobrenomes lusitanos e espanhois. Sim, há cripto-judeus com sobrenomes típicos destes paises, mas isso não significa dizer que todo e qualquer outro que tenha o mesmo sobrenome seja necessariamente um cripto-judeu. Um erro que vem sendo causado por muitos.
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